02 — Moda
Moda
Guardo le sfilate come altri guardano i tutorial.
Non è una passione parallela che tengo da parte: è il posto da cui arrivano quasi tutte le decisioni che prendo quando disegno qualcosa. Una collezione è un problema di direzione creativa risolto in pubblico, due volte l’anno, senza scuse.
Quello che mi tiene incollata, però, è un’altra cosa: una sfilata può raccontare una storia intera in dodici minuti, senza dire una parola. È esattamente quello che voglio fare io con una campagna o con un sito. Far arrivare qualcosa a qualcuno prima ancora che si metta a leggere.
Chi mi ha insegnato qualcosa senza saperlo
Alexander McQueen

Le sue sfilate non presentavano vestiti: raccontavano. Si usciva con una storia addosso, non con l’elenco dei capi visti. È la cosa che provo a rubargli ogni volta.
John Galliano

Stesso mestiere, un altro tipo di teatro: costruisce un mondo intero intorno a una collezione e ti ci porta dentro. Un sito, se lo fai bene, funziona uguale.
Lady Diana

Non una designer, e infatti c’entra per un motivo diverso: la gentilezza, e il fare le cose come le sentiva a prescindere dal posto che occupava.
Cosa mi porto dietro
- Silhouette
- Dove cade una spalla, quanto è lunga una manica: la stessa domanda di dove finisce una colonna e quanto respira un titolo. La proporzione si vede prima del contenuto.
- Tessuto
- Un colore piatto non esiste addosso a nessuno. Sullo schermo funziona uguale: grana, spessore, un’ombra che dice di che materia è fatta una superficie.
- Styling
- L’ordine con cui guardi le cose non è mai casuale: qualcuno lo ha deciso. In passerella come su uno schermo.
Il dettaglio che nessuno nota è quello che decide tutto.
Le stesse regole, su uno schermo